Dormiamo peggio di quanto crediamo.
È una verità scomoda, ma sempre più evidente. Il sonno è spesso percepito come qualcosa di sacrificabile, un tempo “vuoto” da comprimere tra impegni, lavoro, schermi e ritmi sempre più accelerati. Eppure, proprio nel sonno si giocano equilibrio, salute, performance e benessere.
Da questa consapevolezza nasce lo Sleep Coaching, una disciplina in forte crescita, al centro anche dell’ultima Convention Assobed. Ne abbiamo parlato con Riccardo Valesini, Sleep Coach, osteopata e docente, che ha formato gli Esperti del Riposo Assobed su questo approccio innovativo e profondamente umano.
“Il sonno è estremamente sottovalutato”
«Il sonno è estremamente sottovalutato, nonostante spesso se ne percepisca una mancanza.»
Con questa frase secca Riccardo fotografa il rapporto attuale tra le persone e il dormire. Dormiamo meno, peggio e con poca consapevolezza. E spesso ce ne accorgiamo solo quando iniziano a comparire stanchezza cronica, difficoltà di concentrazione o cali di energia.
Dal corpo al sonno: un percorso naturale
Riccardo Valesini nasce come osteopata e massoterapista. Il suo avvicinamento al sonno non è stato casuale, ma una conseguenza naturale del suo percorso professionale.
Uno dei principi fondamentali dell’osteopatia è quello di autoregolazione: ogni persona possiede in sé le risorse necessarie per ritrovare equilibrio e salute. E queste risorse si attivano, in larga parte, proprio durante il sonno notturno.
«Ho capito che il mio lavoro non sarebbe stato sufficiente se non mi fossi occupato in modo specifico anche del riposo della persona.»
Il sonno diventa così il punto di incontro tra salute, prevenzione, performance e longevità. Senza un riposo adeguato, non esiste evoluzione possibile.

Perché lo Sleep Coaching lo ha conquistato
Lo Sleep Coaching si distingue nettamente da altri approcci: non è terapia, non è diagnosi, non è un insieme di “ricette” valide per tutti.
«È un percorso personalizzato per il miglioramento del sonno di una persona.»
Ciò che ha affascinato Riccardo è proprio questo: lavorare alla base dei bisogni e dei desideri della persona, aumentando responsabilità e consapevolezza. Il cambiamento non viene imposto, ma costruito insieme.
Nel percorso si parte sempre da una valutazione attenta: capire se è necessario il coinvolgimento di altri professionisti, definire obiettivi chiari, monitorare i risultati e, quando serve, insegnare tecniche pratiche per:
- addormentarsi più velocemente
- riaddormentarsi dopo i risvegli notturni
- capacità di gestire lo stress
- gestire giornate con poca energia
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Sleep Coaching: non una terapia, ma un lavoro di squadra
Uno degli aspetti più interessanti dell’approccio di Riccardo è la collaborazione interdisciplinare.Lo Sleep Coaching non si sostituisce a medici o terapeuti, ma si integra con loro: medici, psicologi, nutrizionisti, dentisti, preparatori atletici. Nessun approccio è indispensabile da solo, ma tutti possono essere utili se ben coordinati.
Dormire tanto non basta: cos’è davvero il sonno di qualità
«La quantità è importante, ma non sufficiente.»
Il sonno è davvero di qualità quando è:
- continuo
- non frammentato
- non disturbato
E, contrariamente a quanto si pensa, tornare a dormire bene è possibile per tutti, intervenendo sui comportamenti giusti nei momenti giusti della giornata.
Abitudini quotidiane e ritmo circadiano: il cuore del cambiamento
Le abitudini contano moltissimo, spesso più dello stress stesso. Un esempio su tutti: la caffeina.
Usata per compensare la stanchezza mattutina, può innescare un circolo vizioso che peggiora ulteriormente il sonno notturno. Al centro dello Sleep Coaching c’è anche la comprensione del ritmo circadiano, l’orologio biologico che regola attivazione e riposo. Allodole, gufi o cronotipi intermedi: conoscere il proprio ritmo significa capire quando il nostro corpo è naturalmente predisposto a dormire e svegliarsi.

L’ambiente di riposo: il “Santuario del sonno”
«L’ambiente è uno dei pilastri del riposo.
Rubando un’espressione al Dott. Bonamassa, mi piace definire la camera da letto come il “Santuario del riposo”: il luogo deputato alla rigenerazione fisica e mentale.
Uno degli errori più comuni? Aver trasformato la camera da letto in un ufficio, una sala pasti, uno spazio multitasking.
Il cervello associa i luoghi alle funzioni. Se la camera non è associata al riposo, addormentarsi diventa più difficile.
Quando l’associazione “letto = riposo” si indebolisce, aumentano le difficoltà ad addormentarsi, i risvegli notturni e il sonno diventa più leggero e frammentato. È dimostrato che mantenere una chiara distinzione tra gli ambienti aiuta il sistema nervoso a passare più facilmente dallo stato di attivazione a quello di rilassamento.
Ripristinare la camera da letto come spazio dedicato esclusivamente al sonno è uno degli interventi più semplici e al tempo stesso più efficaci per migliorare la qualità del riposo, e nel percorso di Sleep Coaching è un aspetto che non può mai essere trascurato.

Sistema letto: uno strumento necessario
Materasso, rete e guanciale non sono semplici prodotti. Sono strumenti fondamentali per favorire il sonno, e devono essere inseriti in un contesto più ampio.
Un esempio concreto: per addormentarsi il corpo deve raffreddarsi. Un materasso con scarsa dispersione del calore può rendere difficile l’addormentamento o causare risvegli notturni per eccesso di caldo.Per Riccardo, non può esistere Sleep Coaching senza una valutazione del sistema letto.
Sleep Coaching e consulenza: il valore della formazione Assobed
Durante l’ultima Convention Assobed, Riccardo ha formato gli Esperti del Riposo su questi temi. E il suo punto di vista è chiarissimo:
«Chi vende sistemi letto è parte integrante del team di professionisti che si occupano del sonno delle persone.»
Così come un nutrizionista conosce gli alimenti che favoriscono il riposo, un Esperto del Riposo conosce i sistemi letto più adatti alle caratteristiche del Cliente.
Quando la consulenza è supportata dallo Sleep Coaching, il cliente percepisce una differenza netta: non si sente venduto un prodotto, ma accompagnato nel migliorare il proprio sonno.
Una nuova cultura del riposo
Occuparsi di sonno non è una perdita di tempo. È un investimento.
Una persona riposata:
- si ammala di meno
- è più efficiente
- lavora meglio
- vive meglio le relazioni
Diffondere una cultura del riposo come fa Assobed, attraverso il lavoro quotidiano dei suoi Esperti del Riposo e attraverso le tante Guide online sul loro sito, significa fare prevenzione, benessere e – in ultima analisi – creare una società più sana.
Il consiglio pratico di Riccardo Valesini
Una parola: regolarità.
Stabilire orari di addormentamento e risveglio costanti è la base. Il sonno funziona a cicli di circa 90 minuti: 7,5 ore per notte rappresentano spesso un equilibrio ideale, adattabile ai periodi di maggiore stress.
Un consiglio finale per i nostri lettori?
«Date al sonno l’opportunità di trasformare i vostri sogni in realtà.»
Il sonno è alla base dei bisogni fisiologici dell’uomo. Se vogliamo costruire autorealizzazione e felicità, dobbiamo partire dalle fondamenta. E le fondamenta sono il riposo.
Assobed continua a investire nella cultura del sonno
Con la formazione in Sleep Coaching e il loro lavoro quotidiano degli Esperti del Riposo, Assobed si conferma punto di riferimento per chi crede che dormire bene sia una competenza, non un caso.
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